a tumblelog by kshaed - DEATH NOTE © T. Obata + T. Ohba
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Ribloggate per diffonderlo.

Alcuni giornalisti sono stati fermati senza alcuna ragione per quasi 24 ore dalla polizia indonesiana per essere allontanati dal campo per la difesa del clima. È stata richiesta persino un’ispezione corporale (!!), che non si è avuta. Volevano che firmassero documenti falsi e alla fine li hanno espulsi dal Paese. Tutto ciò per difendere multinazionali che bruciano le foreste per i propri interessi. La cosa più inquietante è che sono le stesse aziende che ogni giorno contribuiscono al nostro tenore di vita, magari facendosi considerare quasi di famiglia con un’immagine rassicurante, a dare il via a simili ingiustizie.

coqbaroque:

(via blondeinside)

Commoventi i servizi sul muro di Berlino, in particolare la signora che in lacrime si dice incredula. Noto una tendenza retorica molto più palese di quella odierna. Notevole (nonché spassosissima) l’acconciatura di Mariolina Sattanino.

Ho visto edizioni orrende, mediocri, buone, eccellenti dei TG, con direttori scadenti o bravissimi, comunque sempre scelti o approvati dai padroni del vapore politico in quel momento, perchè così purtroppo è la Rai per natura, dunque credo di avere visto tutto. Cioè, credevo. Perchè quella grottesca “excusatio non petita” offerta atraverso un servizio pubblico, non da una redazione o da uno studio di proprietà privata, da un giornalista che pure aveva saputo fare bene il mestiere prima di essere risucchiato dal Lato Oscuro della Forza, per vanità e per un pezzo di effimero potere, ha raggiunto un livello di acquiescenza paleo sovietica alla “linea” che neppure il democristiano o il socialista o il comunista più integrale aveva mai toccato così spudoratamente in ormai mezzo secolo di TG. Sarebbe bastato quel patetico, imbarazzante sermoncino per spiegare ai pupi che va tutto bene così, per provare che non tutto va bene così. Non credo che il Minzo, come lo chiamavano noi suoi amici e colleghi quando ancora faceva il giornalista, legga questo blog o che nulla gliene importi, ma semmai lo facesse, vorrei dargli un consiglio: Minzo, quell’umiliante pistolotto messo lì soltanto perchè non avevi proprio potuto evitare di mandare un servizio sulla manifestazione di Piazza del Popolo tanto sgradita al tuo datore di direzione, mi fa pensare che tu senta frusciare un pochino di coda di paglia e mormorare un sussurro di rimorso. Dunque, salva il rispetto di te stesso, perchè sarà tutto quello che ti resterà quando, come tutti i tuoi predecessori, sarai inesorabilmente trombato. Torna, come dovremmo fare noi che ci fregiamo di questo titolo pomposo – giornalista – a sbagliare tanto, a sbagliare spesso, ma a sbaglare da solo. Alla fine, ti trombano comunque, ma ci si sente meglio.

Repubblica.it - Blog - Tempo Reale » Blog Archive » Il Minzculpop (via signorponza) (via seia)

Minzo… dopo questa, anche se tornassi giornalista col pericolo che ti trombino comunque, non avresti alcuna credibilità. Ti consiglio invece di tornare a trombare, smettendo di fare il giornalista…

Possibile che l’avvocato Ghedini non riesca a trovare un reato plausibile per la chiusura di queste «vipere» che strisciano con il continuo intento di mordere il premier e causarne la morte politica? Un giornale che palesemente offende e denigra il capo del governo va subito chiuso. Lasciamo poi le critiche a chi è nato per criticare tutti gli avversari politici. Una volta creato l’esempio gli altri giornali di sinistra si guarderanno dal continuare ad offendere il premier e la sua coalizione. Possibile che non si riesca a trovare una norma che preveda l’attentato morale al capo del governo?

dal Giornale del 15 settembre (grazie a Paolo Melissi su Facebook)

Evvai con la censura. Quando uno è fascista dentro… Eppure sto commento mi pare troppo sfacciato per essere vero davvero, o sono io che non mi arrendo ancora del tutto all’idiozia cieca di certa gente?

(via seia)

No no, neanche io riesco a credere che sia vero…

La cosa che più detesto sono i titoli contenenti espressioni sciatte del tipo “è polemica”, “è bufera”, “è scontro”, “è guerra”, “è giallo”. Quest’ultima, soprattutto se applicata a qualche delitto irrisolto, la trovo di un raro umorismo macabro, ovviamente involontario. “Trovato cadavere in un fossato, è giallo” fa immediatamente pensare a un caso di itterizia.
Scrive Littorio Feltri nell’editoriale d’esordio sul Giornale che è tornato a dirigere dopo averlo lasciato nel dicembre del 1997: “Con il cuore, non me n’ero mai andato”. Uahahahahahah. Feltri se ne andò 12 anni fa dopo che il Cavaliere aveva definito “incidente gravissimo” il suo articolo di prima pagina in cui chiedeva scusa a Di Pietro per averlo calunniato per due anni con le fandonie su inesistenti tangenti di D’Adamo e Pacini Battaglia: “Caro Di Pietro, ti stimavo e non ho cambiato idea”. Seguivano due paginoni in cui il Giornale di Feltri si rimangiava quei due anni di campagne antidipietriste: “Dissolto il grande mistero: non c’è il tesoro di Di Pietro”, “Di Pietro è immacolato”, “dei famigerati miliardi di Pacini” non ha visto una lira, dunque la campagna del Giornale era tutta una “bufala”, una “ciofeca”, una “smarronata” perché la famosa “provvista” da 5 miliardi non è mai esistita. Insomma Feltri confessava di aver raccontato per ben due anni un sacco di balle ai suoi lettori.

Marco Travaglio - Feltri. Uahahahahahah | L’AnteFatto

Uahahahahahah. Da leggere tutto.

Pannella ricomincia a bere” (Corriere della Sera/Claudia Marforio)
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